Giona profeta

libro

Da un Dio etnico e vendicativo a un Dio che si pente del male minacciato: percorso di conversione divina. Il libro del profeta Giona racconta una storia ricca di colpi di scena e accentuazioni emotive. Tutto è “grande”: grande la paura, grande il timore, grande la città di Ninive, grande la collera del profeta e naturalmente grande è il pesce. È una narrazione fantastica, ma imbevuta di un messaggio più attuale che mai. La salvezza che Dio opera a favore del “pagano”, del “diverso” e del “nemico” si radica nel Dio creatore di ogni essere che vive e respira sotto il sole.
fr. Roberto Tadiello

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Il Signore (Yhwh) davanti all’arroganza del potere umano: Gen 11,5-9

5Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. 6Il Signore disse: «Ecco, essi sono un unico popolo e hanno tutti un’unica lingua; questo è l’inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. 7Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro». 8Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. 9Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.

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Un solo labbro, un solo potere e contro Dio: Gen 11,1-4

Continua la nostra presentazione del racconto della torre di Babele. Il narratore lo inizia con il tipico incipit favolistico: «E avvenne che…» (waye) richiamandosi a Gen 4,2b.3. La situazione che ritrae è agli antipodi di quella storica sperimentata: siamo ancora nel genere dell’eziologia metastorica. Ecco il testo:

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La torre di babele

Pieter_Bruegel_The_Tower_of_Babel_(Vienna)_-_Google_Art_Project_-_edited

Pieter Bruege, Torre di Babele (Vienna)

Gen 11 apre con il racconto della torre di Babele (1-9), segue la genealogia “lineare” di Sem e di suo figli Arpacsàd che si conclude con la menzione di Terach e dei suoi tre figli Abram, Nacor e Aram (10-26); infine la ripresa della formula «Questa è la discendenza…» rilancia la genealogia di Terach padre di Abram (vv. 27-32) con alcuni ampliamenti.

Per una visione d’insieme

Dopo la grande «Tavola dei popoli» di Gen 10 che ha mostrata armonia tra unità e diversità o «unità nella diversità» ecco che ci si deve scontrare con il progetto dell’umanità, meglio di una sua parte, di eliminare le differenze e di dar vita ad una società monolitica e indifferenziata.

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