• Davide

    Pubblicato il giugno 1st, 2009 Communio Nessun commento

    di don Pier Paolo Nava

    Insieme ad Abramo, Davide (che visse per circa 70 anni intorno al 1000 a. C.) viene elencato tra i grandi antenati di Gesù nella genealogia di Mt 1,1-17; egli è comunque uno dei protagonisti dell’Antico Testamento (e anche del Nuovo). Di lui abbiamo un elogio in uno dei testi più recenti dell’AT, nel Siracide 47,2-11 (siamo all’inizio del II° secolo a. C.): Davide viene esaltato per il suo coraggio patriottico, dimostrato in particolare nella lotta contro lo straniero Golia e contro tutti i nemici di Israele, e per la sua attività di poeta sacro (a lui la tradizione giudaica attribuì la paternità dei Salmi). Un lieve cenno è riservato da Sir al Davide peccatore: egli rimane comunque il più grande tra i re di Israele (v 11). Prosegui la lettura »

  • Un momento di dialogo tra religioni

    Pubblicato il maggio 23rd, 2009 Communio Nessun commento

    di don Pier Paolo Nava

    L’argomento della nostra rubrica deve tener conto dell’attualità, di una guerra in corso e che (grazie al contributo un po’ esagerato e anche un po’ terrorista dei massmedia) è entrata nelle case di tutti. Dispiace che la questione sia di fatto posta nei termini di un confronto tra due “guerre sante”: quella dei musulmani (ma Bin Laden e compagnia sono tutto l’Islam?), e quella dell’Occidente e della sua civiltà; quanto vi sia di cristiano nella nostra “guerra santa” non è dato saperlo, visti gli interessi economici in gioco in quella regione ricca di petrolio. Prosegui la lettura »

  • Gerusalemme

    Pubblicato il maggio 16th, 2009 Communio Nessun commento

    di don Pier Paolo Nava

    Un confratello betharramita di Terra Santa diceva: “Gerusalemme è un mistero“, una realtà dai contenuti così vasti da sfuggire a ogni intelligenza. Ieri Gerusalemme è stata il perno essenziale delle religioni ebraica e cristiana, e uno dei punti centrali dell’Islam. Oggi essa è, politicamente, capitale contesa tra due popoli, e come ieri è il crocevia delle tre religioni monoteiste, meta di pellegrinaggi, calamita religiosa. Per noi cristiani essa è la Chiesa madre, la sede della prima comunità, quella raccontata dagli Atti degli Apostoli. E’ testimonianza del peccato religioso fondamentale, cioè la divisione (spesso conflittuale) non solo tra ebrei, cristiani e musulmani, ma anche tra gli stessi cristiani, chiamati da Cristo all’unità (Gv 17,20-21). Prosegui la lettura »

  • Il profeta Elia

    Pubblicato il maggio 9th, 2009 Communio Nessun commento

    di don Pier Paolo Nava

    Nell’Antico Testamento incontriamo vari profeti scrittori (quali Isaia, Geremia, ecc.); tuttavia anche i libri della storia di Israele (1-2Sam; 1-2Re) ci narrano di altri profeti i quali, in varie epoche, sono stati le anime religiose e sociali del popolo di Dio. Tra questi ultimi spicca la personalità così vera e l’azione energica di Elia, di cui si parla a sprazzi nei capitoli che vanno da 1Re 17 fino a 2Re 2.
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  • Misericordia e pentimento di Dio. Storia di una conversione (Giona 3)

    Pubblicato il maggio 1st, 2009 Communio Nessun commento

    di Roberto Tadiello

    Il capitolo terzo si apre a sorpresa con la reiterazione del comando di Jhwh a Giona: “Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore“. Le parole di 3,1 sono identiche a quelle di 1,1 eccetto che per l’espressione “per la seconda volta” che prende il posto di “figlio di Ammittai“. La formula che introduce la parola di Jhwh pronuncia per la seconda volta, ricorre anche in Geremia (Ger 1,13; 13,3; 33,1). Ma mentre in Geremia l’espressione introduce una nuova questione (Ger 1,13), un nuovo comando (Ger 13,3) oppure una promessa (Ger 33,1), nel nostro testo segna invece semplicemente la ripetizione di quanto già detto in Gio 1,1. Solo Giona tra i profeti biblici ha, per ben due volte, il messaggio-comando. Il comando di Jhwh in Gio 3,2 è anch’esso una ripresa letterale di 1,2 con alcune modifiche. La più vistosa è l’espressione “proclama ad essa il messaggio che io ti dico” che fa da introduzione a quanto segue preparando il lettore. In 1,2-3 il comando di Jhwh non era stato eseguito, ora invece il profeta si alza come in 1,3 ma non fugge, anzi s’incammina per andare a Ninive. E l’autore precisa che ciò è “conforme alla parola di Jhwh” (Gio 3,3a). Solo ora le sue azioni sono secondo la parola di Jhwh, e così egli realizza il suo essere profeta (1Re 17,8-10). Tale formulazione ricorre spesso nella storia deuteronomista ed è legata principalmente ai profeti: Elia (2Re 1,17; 9,26; 10,17), Eliseo (2Re 4,44; 7,16), all’”uomo” di Dio di 2Re 23,16, e ai “suoi servi, i profeti” (2Re 24,2). Sebbene Giona non sia mai nominato dal nostro narratore come “profeta”, le locuzioni “figlio di Amittai” in 1,1 e “secondo la parola di Jhwh“, lo identificano con Giona di 2Re 14,5 là dove è definito chiaramente “profeta”.

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  • Il Libro del Profeta Giona

    Pubblicato il aprile 24th, 2009 Communio Nessun commento

    di Don Pier Paolo Nava

    Il Libro di Giona (= Gn, per brevità) si colloca come quinto dei dodici “Profeti Minori”, situati giusto al termine dell’Antico Testamento; “Minori” per la brevità dello scritto, non certo per l’importanza. Secondo alcuni esperti, Gn venne scritto dopo l’esperienza dell’esilio di Israele a Babilonia (iniziato con il 589 a.C.), probabilmente nel periodo che va dal 400 al 200 a.C. Nonostante la sua posizione nella Bibbia, Gn non è propriamente un libro “profetico”, non veicola cioè la Parola di Dio al popolo mediante la predicazione di un profeta, eccettuata la duplice parola su Ninive (Gn 1,2; 3,4). Nel suo insieme, è il racconto della vicenda di un tale israelita, altrimenti sconosciuto, alle prese con Dio; racconto che assume i contorni di quella che si direbbe una “fiaba edificante”: un racconto cioè ricco di elementi inverosimili, destinato a coinvolgere il lettore e ad offrirgli un insegnamento. Ci fermiamo proprio sui tre elementi inverosimili – inattendibili sui quali il racconto fa perno.

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  • Ester

    Pubblicato il aprile 19th, 2009 Communio Nessun commento

    di Anna Maria Del Prete

    Ester è la protagonista del libro che porta il suo stesso nome e che insieme a quello di Tobia e di Giuditta costituiscono una trilogia inserita nella Bibbia subito dopo i libri storici. Questo libro ha la caratteristica particolare di avere un testo ebraico assai diverso da quello greco, il quale vi apporta diverse aggiunte tra cui due bellissime preghiere, l’una posta sulle labbra di Ester e l’altra su quelle di Mardocheo [1], suo cugino.

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  • La carta costituzionale del Deuteronomio

    Pubblicato il aprile 15th, 2009 Communio Nessun commento

    di don Pier Paolo Nava

    Il Deuteronomio (Dt), quinto libro del nostro Pentateuco, si pone come conclusione della vicenda dell’esodo di Israele dall’Egitto: al termine del suo itinerario, Israele si trova alle porte della Terra Promessa e qui Mosè tiene il suo ultimo grande discorso al popolo, che è poi il suo testamento spirituale (così almeno è l’intenzione dell’autore anonimo di questi testi). Così, dopo aver riepilogato per sommi capi le tappe dell’itinerario con gli episodi salienti (Dt 1-4), Mosè trae dalla storia passata l’appello a non dimenticare i benefici ricevuti, e anche alcune preziose lezioni di vita, a partire dal Decalogo (Dt 5-11, ricchi di alta spiritualità). Il resto del libro è costituito quasi tutto dal Codice Deuteronomico (Dt 12-28), cui segue un ultimo discorso – omelia di Mosè (Dt 29-30) e altri materiali fino alla notizia della morte del Patriarca, che avviene in modo impressionante al di fuori della Terra (Dt 31-34).

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  • Rahab la prostituta Giosuè 2-6

    Pubblicato il aprile 13th, 2009 Communio Nessun commento

    di Anna Maria del Prete

    “In seguito Giosuè, figlio di Nun, mandò due uomini da Sittim per spiare di nascosto, dicendo: Andate, ispezionate il paese e Gerico”. Essi andarono ed entrarono in casa di una donna, una prostituta, chiamata Rahab, e là alloggiarono” (Gs 2,1).

    Così inizia la storia di Rahab nel secondo capitolo del libro di Giosuè.

    Il libro di Giosuè apre, per così dire, la seconda parte della Bibbia, quella che segue il Pentateuco: i primi cinque libri della Sacra Scrittura che ne costituiscono il fondamento perché contengono la storia dell’alleanza che Dio fa con il popolo eletto al quale promette la Terra in cambio della sua fedeltà: io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo. Una fedeltà che significa fiducia, abbandono, obbedienza, requisiti fondamentali per conservare quella libertà che il Signore gli ha donato, liberandolo dalla schiavitù dell’Egitto.

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  • In Principio il Cristo Risorto

    Pubblicato il aprile 12th, 2009 Communio Nessun commento

    di Don Pier Paolo Nava

    “Se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste risurrezione dei morti, neanche Cristo è risuscitato! Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede” (1Cor 15,12-14).

    Con il suo solito stile incisivo, l’apostolo Paolo ci parla dell’importanza decisiva della Pasqua, che abbiamo rivissuto da poco, come unico fondamento della fede cristiana. Con la Pasqua, l’anno liturgico ci ha riportati alle sorgenti della realtà cristiana: essa non consiste in una ideologia, paragonabile ad altre, e nemmeno in una cultura che farebbe del nostro popolo un “popolo cristiano” (ammesso che lo sia o lo sia mai stato). Il cristianesimo è anzitutto la persona di Gesù di Nazareth, con la sua vicenda (culminata negli eventi della Pasqua) di cui al-cune persone sono diventate i testimoni oculari e “auricolari”, in una catena che procede, per così dire, di bocca in orecchio da circa duemila anni. Su questa vita, culminata nella Risurrezione, si basa la fede del cristiano e il conseguente appello alla vita secondo il Vangelo.

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