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Alla scoperta di Jhwh unico Dio
Pubblicato il novembre 21st, 2009 3 commentiL’Antico Testamento, scrittura sacra per l’ebraismo e prima parte della Bibbia cristiana, è una testimonianza sul solo e unico Dio, che ha creato il modo, che lo conserva e che lo condurrà alla sua meta finale.
La Bibbia ebraica si presenta quindi come un documento monoteista. La sua fede monoteistica può essere sintetizzata da quanto Deteronomio 6,4 afferma:
«Ascolta, Israele: il Signore, il nostro Dio, è l’unico Signore»
Ma non è sempre stato così in Israele. Infatti l’acquisizione monoteista è frutto di un lungo percorso storico. I suoi indizi sono reperibile nello stesso Antico Testamento e ci mostrano che per molti secoli Jhwh non era l’unico Dio accettato e conosciuto in Israele.
Restiamo sempre all’interno del Deuteronomio. Nella versione primitiva del «cantico di Mosè», Dt 32, al v. 8 leggiamo:
Quando l’Altissimo (El Eljon) divideva le nazioni,
quando separava i figli dell’uomo,
egli stabilì i confini dei popoli
secondo il numero dei figli d’Israele.
Perché porzione di Jhwh è il suo popolo,
Giacobbe sua parte di eredità.Stando a questo testo il capo degli dèi, di nome El, divide il mondo secondo il numero dei suoi figli e affida i figli di Israele a Jhwh. Troviamo qui il concetto di un pantheon composto da diversi dèi sotto l’egida del gran dio «El».
Nei prossimi due post cercherò di presentare il percorso storico dell’acquisizione monoteistica in Israele. Il primo sarà dedicato al periodo che va dall’inizio di Israele fino all’esilio a Babilonia, 587 a.C; il secondo prenderà in esame l’esilio e il post-esilio. Prosegui la lettura »
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Rahab la prostituta Giosuè 2-6
Pubblicato il aprile 13th, 2009 Nessun commentodi Anna Maria del Prete
“In seguito Giosuè, figlio di Nun, mandò due uomini da Sittim per spiare di nascosto, dicendo: Andate, ispezionate il paese e Gerico”. Essi andarono ed entrarono in casa di una donna, una prostituta, chiamata Rahab, e là alloggiarono” (Gs 2,1).
Così inizia la storia di Rahab nel secondo capitolo del libro di Giosuè.
Il libro di Giosuè apre, per così dire, la seconda parte della Bibbia, quella che segue il Pentateuco: i primi cinque libri della Sacra Scrittura che ne costituiscono il fondamento perché contengono la storia dell’alleanza che Dio fa con il popolo eletto al quale promette la Terra in cambio della sua fedeltà: io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo. Una fedeltà che significa fiducia, abbandono, obbedienza, requisiti fondamentali per conservare quella libertà che il Signore gli ha donato, liberandolo dalla schiavitù dell’Egitto.
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Il Dio degli oppressi rivela il suo nome (quarta parte)
Pubblicato il aprile 15th, 2008 Nessun commentoSguardo Di Dio 3,7-9
Il v. 7 apre un primo discorso di Jhwh. Colui che si è rivolto a Mosè in modo personale, continua dicendo:
«Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele…».
Non si sottolineerà mai abbastanza l’importanza di questo brano (vv. 7-9). Dio parla di sé: si rivela come colui che ha visto la miseria del suo popolo, che ascolta il grido di coloro che soffrono e le invocazioni di coloro che subiscono ingiustizia. Una cascata di sette verbi con soggetto Jhwh rende chiara la presenza e l’attenzione di Dio. Ciò che suscita l’attenzione divina non sono le imprese del popolo, né la sua fedeltà o la sua rettitudine morale, ma il suo grido di disperazione. Dio si rende presente alla miseria del suo popolo, si schiera dalla sua parte, decide di liberarlo e di farlo salire verso una terra fertile e vasta.
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Il paese brulicava di figli d’Israele: Es 1,1-7 (prima parte).
Pubblicato il gennaio 23rd, 2008 Nessun commento«1Questi sono i nomi dei figli d’Israele entrati in Egitto con Giacobbe e arrivati ognuno con la sua famiglia: 2Ruben, Simeone, Levi e Giuda, 3Issacar, Zàbulon e Beniamino, 4Dan e Nèftali, Gad e Aser. 5Tutte le persone nate da Giacobbe erano settanta, Giuseppe si trovava già in Egitto. 6Giuseppe poi morì e così tutti i suoi fratelli e tutta quella generazione. 7I figli d’Israele prolificarono e crebbero, divennero numerosi e molto potenti e il paese ne fu ripieno».
L’inizio di un libro è importante perché fornisce le coordinate per la sua lettura. Es 1,1-7 non fa eccezione. Con maestria il narratore sposta l’attenzione dalla storia della Genesi, che si era conclusa con la discesa in Egitto di Giuseppe e i suoi fratelli, a un nuovo mondo: da dodici figli si passa a settanta persone e sullo sfondo la terra dei faraoni.
Una storia di nomi e di volti
L’incipit è una serie di nomi: «Questi sono i nomi dei figli di Israele… Ruben, Simeone, Levi e Giuda…». Siamo invitati a sostare sulla totalità di Israele che è sceso in Egitto; pertanto, ricordare i loro nomi è ricordare la genealogia, le proprie origini, è tuffarsi nella memoria storica di Israele, del passato e quindi di se stessi. Una chiave di lettura del brano è la ripetizione dell’espressione «figli di Israele (bene‚ yisÃra”áe”l)» che ritroviamo all’inizio e alla fine sezione. Nel v. 1 sottolinea la continuità con Gen 46,8-27, che elenca i nomi di quanti scesero in Egitto. L’inizio dell’Esodo costituisce perciò un richiamo esplicito all’ultima pagina della Genesi, collegando strettamente le due narrazioni. La frase al v. 7 evidenzia invece la discontinuità perché si muove dalle vicende di una sola famiglia, quella di Giacobbe/Israele a quelle di un popolo intero, Israele. Un semplice dato statistico ci mostra la sua importanza. Mentre la frase ricorre solo due volte nella Genesi (32,33; 36,31), nell’Esodo si ripeterà per 125 volte. Ciò significa che, con il cambio di vocabolario, noi lettori siamo sollecitati a spostare la nostra attenzione su questa nuova realtà: Israele, il popolo di Dio. Questo spostamento è accentuato nel v. 6 dove siamo informati che non è solo morto Giuseppe, ma l’intera generazione della Genesi.
La prospettiva del narratore è chiara: gli inizi di Israele quale popolo di Dio devono essere rintracciati nel periodo precedente l’esodo, con buona pace degli storici moderni. Di conseguenza quello che seguirà sarà la storia del popolo di Dio.
[Continua...]


