Il lago di Tiberiade: “Beati voi quando vi perseguiteranno..”

di don Gabriele Corini.

Attualmente uno dei luoghi che non ha perduto il fascino e l’originalità del periodo di Cristo è il lago di Tiberiade situato nella zona settentrionale dio Israele, nella regione chiamata Galilea. Per la sua estensione e pescosità viene comunemente chiamato mare ed infatti sono ben tre le denominazioni con cui già al tempo di nostro Signore veniva identificato: mare di Galilea, lago di Tiberiade e lago di Genesaret . Molti sono gli episodi evangelici che trovano in esso la loro ambientazione e difatti i luoghi ricordati dalla tradizione ed oggi identificati sono molti: Cafarnao, Tabga, Tiberiade, Magdala, la località dei Geraseni, ecc. Noi essendo liturgicamente nel tempo pasquale vogliamo soffermarci sui ricordi che riguardano le apparizioni del Risorto proprio in Galilea lungo il lago. Nella chiesa di Tabga viene appunto richiamato alla memoria il luogo del primato di Pietro, riportando alla mente l’apparizione di Cristo a Pietro e la triplice professione di fede: “mi ami tu?…Pasci le mie pecorelle”(Gv.21,16). Il monaco russo Daniele (XII sec.) attesta: "una chiesa, costruita in questo luogo, è consacrata ai santi apostoli". La chiesetta del Primato, presso il lago, fu ricostruita dalla Custodia di Terra Santa sopra i resti antichi nel 1933 e restaurata nel 1982. I santuari di Tabga sono stati ristudiati dal punto di vista archeologico dal p. Stanislao Loffreda nel 1968. Ora lasciamoci raccontare alcune impressioni da un illustre pellegrino, l’allora vescovo ausiliare di Cracovia Karol Woytila, durante il suo pellegrinaggio del 1963:

“Il lago di Genesaret, ancor oggi pieno di fascino evangelico, è sempre ricco di pesci; per questo vi navigano numerosi pescherecci e i pescatori tirano le reti come al tempo di Gesù. Le tracce della presenza del Salvatore e i ricordi del Vangelo sono molto numerosi, essi sono concentrati sulle rive settentrionale, ed in parte, occidentale del lago. A Cafarnao, "la città del Redentore", sulle cui rovine (significative quelle della Sinagoga) abbiamo ricordato gli sforzi del Signore Gesù miranti alla conversione di questa città ma che, purtroppo, non sono riusciti a toccare tutte le anime. Per questo Cafarnao, insieme a Betsaida e Corazin, attirarono su di loro il minaccioso guai del Signore Gesù ("Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone… ecc." (Lc 10,13). […] A una certa distanza da Cafarnao c’è Betsaida (Julias), il Santuario del Primato di San Pietro proprio sulla riva del lago. Qui il Signore Gesù disse a Pietro "Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle". Ci siamo fermati sulle rive ed abbiamo raccolto alcuni ciotoli come ricordo. Vicino al luogo del Primato c’è il Santuario del miracolo della Moltiplicazione dei Pani, ricordato dagli antichi mosaici del pavimento. Nei dintorni doveva esserci tanta erba, dove la gente poteva mettersi a sedere. Dal Vangelo di Giovanni sappiamo che dopo il miracolo, Gesù partì per Cafarnao perchè la gente sfamata miracolosamente voleva proclamarlo re. A Cafarnao gli apostoli udirono l'annuncio dell'istituzione dell'Eucarestia.Sulla montagna si vede il Santuario che ricorda il Discorso narrato da S. Matteo nei capitoli 5-7, soprattutto le otto Beatitudini, che sono una chiave di tutta la morale del Nuovo Testamento orientata verso il Regno di Dio. Andando lungo le rive del lago verso Tiberiade passiamo accanto ai resti della città di Magdala, che ci ricorda Maria Maddalena. Invece ad una certa distanza sulla destra si apre il versante del monte dove nel 1191 i Crociati, sotto il comando di Riccardo Cuor di Leone, subirono una sconfitta. Tiberiade è una città israeliana con più di 100 mila di abitanti. Il Signore Gesù evitava questa città. Vicino si trova una piccola chiesa dedicata a San Pietro, restaurata dai soldati polacchi durante l’ultima guerra mondiale. Questi costruirono davanti ad essa una statua di San Pietro simile a quella della Basilica Vaticana; una opera che attesta la loro fede e l’affetto per la patria polacca lontana. Il 13 dicembre abbiamo passato molte ore sul lago di Genesaret, ci siamo fermati sul luogo dove il Giordano entra nel lago. Vicino alla foce le rive sono coperte da alberi e vegetazione rigogliosa” (Lettera del vescovo Karol Woytila (10 gennaio1964 pubblicata in Notificationes e Curia Metropolitana Cracoviensi, 1964 Vol 1-2, 66-74).

Anche noi ripetiamo con fede le parole di Pietro “Signore tu lo sai che ti amo”(Gv.21,15) e ci incamminiamo nella storia della nostra umanità con lo slancio del nostro Pontefice “Chiesa del terzo millennio, prendi il largo”, perché la nostra fede nel Risorto ravvivi la nostra quotidianità e le doni di essere sale della terra e luce in questo mondo che ha sempre più bisogno di testimoni e di maestri.

Jerusalem 24 aprile 2001

Don Gabriele.
 

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