Attualmente uno dei luoghi che non ha perduto il
fascino e l’originalità del periodo di Cristo è il lago di Tiberiade
situato nella zona settentrionale dio Israele, nella regione chiamata
Galilea. Per la sua estensione e pescosità viene comunemente chiamato
mare ed infatti sono ben tre le denominazioni con cui già al tempo di
nostro Signore veniva identificato: mare di Galilea, lago di Tiberiade e
lago di Genesaret . Molti sono gli episodi evangelici che trovano in esso
la loro ambientazione e difatti i luoghi ricordati dalla tradizione ed
oggi identificati sono molti: Cafarnao, Tabga, Tiberiade, Magdala, la
località dei Geraseni, ecc. Noi essendo liturgicamente nel tempo pasquale
vogliamo soffermarci sui ricordi che riguardano le apparizioni del Risorto
proprio in Galilea lungo il lago. Nella chiesa di Tabga viene appunto
richiamato alla memoria il luogo del primato di Pietro, riportando alla
mente l’apparizione di Cristo a Pietro e la triplice professione di
fede: “mi ami tu?…Pasci le mie pecorelle”(Gv.21,16). Il
monaco russo Daniele (XII sec.) attesta: "una chiesa, costruita in
questo luogo, è consacrata ai santi apostoli". La chiesetta del
Primato, presso il lago, fu ricostruita dalla Custodia di Terra Santa
sopra i resti antichi nel 1933 e restaurata nel 1982. I santuari di Tabga
sono stati ristudiati dal punto di vista archeologico dal p. Stanislao
Loffreda nel 1968. Ora lasciamoci raccontare alcune impressioni da un
illustre pellegrino, l’allora vescovo ausiliare di Cracovia Karol
Woytila, durante il suo pellegrinaggio del 1963:
“Il lago di
Genesaret, ancor oggi pieno di fascino evangelico, è sempre ricco di
pesci; per questo vi navigano numerosi pescherecci e i pescatori tirano le
reti come al tempo di Gesù. Le tracce della presenza del Salvatore e i
ricordi del Vangelo sono molto numerosi, essi sono concentrati sulle rive
settentrionale, ed in parte, occidentale del lago. A Cafarnao, "la
città del Redentore", sulle cui rovine (significative quelle della
Sinagoga) abbiamo ricordato gli sforzi del Signore Gesù miranti alla
conversione di questa città ma che, purtroppo, non sono riusciti a
toccare tutte le anime. Per questo Cafarnao, insieme a Betsaida e Corazin,
attirarono su di loro il minaccioso guai del Signore Gesù ("Guai a
te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone…
ecc." (Lc 10,13). […] A una certa distanza da Cafarnao c’è
Betsaida (Julias), il Santuario del Primato di San Pietro proprio sulla
riva del lago. Qui il Signore Gesù disse a Pietro "Pasci i miei
agnelli, pasci le mie pecorelle". Ci siamo fermati sulle rive ed
abbiamo raccolto alcuni ciotoli come ricordo. Vicino al luogo del Primato
c’è il Santuario del miracolo della Moltiplicazione dei Pani, ricordato
dagli antichi mosaici del pavimento. Nei dintorni doveva esserci tanta
erba, dove la gente poteva mettersi a sedere. Dal Vangelo di Giovanni
sappiamo che dopo il miracolo, Gesù partì per Cafarnao perchè la gente
sfamata miracolosamente voleva proclamarlo re. A Cafarnao gli apostoli
udirono l'annuncio dell'istituzione dell'Eucarestia.Sulla montagna si vede
il Santuario che ricorda il Discorso narrato da S. Matteo nei capitoli
5-7, soprattutto le otto Beatitudini, che sono una chiave di tutta la
morale del Nuovo Testamento orientata verso il Regno di Dio. Andando lungo
le rive del lago verso Tiberiade passiamo accanto ai resti della città di
Magdala, che ci ricorda Maria Maddalena. Invece ad una certa distanza
sulla destra si apre il versante del monte dove nel 1191 i Crociati, sotto
il comando di Riccardo Cuor di Leone, subirono una sconfitta. Tiberiade è
una città israeliana con più di 100 mila di abitanti. Il Signore Gesù
evitava questa città. Vicino si trova una piccola chiesa dedicata a San
Pietro, restaurata dai soldati polacchi durante l’ultima guerra
mondiale. Questi costruirono davanti ad essa una statua di San Pietro
simile a quella della Basilica Vaticana; una opera che attesta la loro
fede e l’affetto per la patria polacca lontana. Il 13 dicembre abbiamo
passato molte ore sul lago di Genesaret, ci siamo fermati sul luogo dove
il Giordano entra nel lago. Vicino alla foce le rive sono coperte da
alberi e vegetazione rigogliosa” (Lettera del vescovo
Karol Woytila (10 gennaio1964 pubblicata in Notificationes e Curia Metropolitana Cracoviensi, 1964 Vol
1-2, 66-74).
Anche noi
ripetiamo con fede le parole di Pietro “Signore tu lo sai che ti
amo”(Gv.21,15) e ci incamminiamo nella storia della nostra umanità con
lo slancio del nostro Pontefice “Chiesa del terzo millennio, prendi il
largo”, perché la nostra fede nel Risorto ravvivi la nostra quotidianità
e le doni di essere sale della terra e luce in questo mondo che ha sempre
più bisogno di testimoni e di maestri.
Jerusalem 24 aprile 2001
Don Gabriele. |