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E’ appena trascorso
l’anno giubilare, anno di conversione e di ritorno a Dio, ma anche e
soprattutto anno in cui abbiamo cercato di riscoprire le nostre radici
cristiane, nell’approfondire e nell’attualizzare quel Mistero
d’incarnazione che da 2000 anni guida le nostre coscienze. Così con
semplicità vogliamo ripercorre insieme quelle tappe storiche che hanno
caratterizzato la vita terrena di Gesù di Nazareth, uomo come noi, Figlio
di Dio incarnatosi per la nostra salvezza. Il nostro itinerario non può
che iniziare dalla semplicità
ed umiltà di un villaggio, Nazareth, un paesino così insignificante da
suscitare anche la perplessità dei primi discepoli: «Può forse venir qualcosa di buono da Nazareth?»
(Gv.1,46). Ancora oggi le sue case bianche, distribuite in serie tra il
verde grigio degli olivi e quello chiaro dei mandorli, forma un quadro
naturale così particolare da aggiudicarle l’epiteto di “fiore della
Galilea”. Qui si è realizzato quel Mistero d’amore nascosto nei
secoli e svelato nella massima rivelazione dell’Amore divino per
l’umanità; il sacro luogo dove si è compiuto il sublime dono non
poteva essere dimenticato dai discepoli di Cristo e venne già trasformato
in luogo di culto nei primi secoli. Così nel V sec. d.C. venne costruita
una basilica descrittaci nel 570 dai pellegrini Anonimo di Piacenza ed
Arculfo. Questo edificio certamente era già molto deteriorato quando nel
XI sec. i latini vi si insediarono; così ricostruirono una chiesa in
stile romanico. Purtroppo questo prezioso monumento venne raso al suolo
nel 1263 ad esclusione della grotta santa che rimase ad alimentare la pietà
dei cristiani locali. Solo nel 1620 i frati minori furono posti a difesa
del luogo santo. Gli scavi archeologici più significativi furono
apportati da P. Bellarmino Bagatti dello Studium Biblicum Franciscanum di
Gerusalemme nel 1955 e riportarono alla luce la pianta della chiesa
bizantina con frammenti di mosaico della navata centrale ed i pavimenti
musivi della navata di sinistra. Sotto i mosaici bizantini è stata
ritrovata una vasca battesimale risalente al III sec. d.C.
Tra tutti i ritrovamenti dei più 80 pezzi di un edificio
giudeo-cristiano, il più significativo è l’iscrizione su intonaco
dell’invocazione “Ave Maria” in lingua greca, che era posta a
ricordo del luogo santo di Maria. Riguardo alla grotta santa è facile
dedurre che anch’essa fosse all’origine posta sotto il retro della
casa della Vergine e sarebbe servita come magazzino od ostello per gli
animali. Si può dire “anch’essa”, perché dalle scoperte
archeologiche fatte nel Vicino Oriente antico e dagli studi
etno-archeologici dello sviluppo della casa, si ritiene con sufficiente
probabilità che la tipologia della casa rurale erodiana doveva comporsi
di un cortile, con il tipico forno, e di un ambiente riparato dove si
viveva nei giorni di pioggia (mastaba) con cavità nel muro per le giare
d’acqua. All’interno abbiamo dunque una sola stanza adibita a
magazzino (se casa contadina) o a stalla (se pastorizia), solitamente
naturale come una grotta ed un piano superiore a cui si accede con dei
gradini che serviva per la vita dell’uomo (appunto la mastaba).
Purtroppo sono rari i ritrovamenti dei piani superiori, perché logorati
dagli agenti atmosferici o abbattuti per altre costruzioni; così anche a
Nazareth sono state ritrovate numerose grotte intorno a quella santa,
adibite a cisterne per l’acqua o come detto sopra ad
uso domestico. Qui, nella semplicità di un villaggio rurale, è
stato pronunciato quel “fiat” di una giovane fanciulla che ha cambiato
la storia degli uomini: allora, come ricorderemo anche in altre occasioni,
per noi diviene fondamentale contemplare nella concretezza storica degli
eventi quel Mistero che fonda la nostra fede e l’arricchisce di speranza
e di fiducia. Toccare con mano e visivamente che il Vangelo non è pura
fantasia e nello stesso tempo non ci deve portare a atteggiamenti
feticistici riguardo al metro in più o in meno, ma ci commuove ed allo
stesso tempo ci dona il giusto slancio di una testimonianza basata sulla
fede e sulla ragione di dati storici ed archeologici.
Maria, donna di Nazareth illumini la nostra fede e
la rafforzi sulle orme del Figlio suo Gesù.
Jerusalem 13-01-2001
don Gabriele. |