Nazareth, terra del Mistero

di don Gabriele Corini

E’ appena trascorso l’anno giubilare, anno di conversione e di ritorno a Dio, ma anche e soprattutto anno in cui abbiamo cercato di riscoprire le nostre radici cristiane, nell’approfondire e nell’attualizzare quel Mistero d’incarnazione che da 2000 anni guida le nostre coscienze. Così con semplicità vogliamo ripercorre insieme quelle tappe storiche che hanno caratterizzato la vita terrena di Gesù di Nazareth, uomo come noi, Figlio di Dio incarnatosi per la nostra salvezza. Il nostro itinerario non può che iniziare dalla semplicità ed umiltà di un villaggio, Nazareth, un paesino così insignificante da suscitare anche la perplessità dei primi discepoli: «Può forse venir qualcosa di buono da Nazareth?» (Gv.1,46). Ancora oggi le sue case bianche, distribuite in serie tra il verde grigio degli olivi e quello chiaro dei mandorli, forma un quadro naturale così particolare da aggiudicarle l’epiteto di “fiore della Galilea”. Qui si è realizzato quel Mistero d’amore nascosto nei secoli e svelato nella massima rivelazione dell’Amore divino per l’umanità; il sacro luogo dove si è compiuto il sublime dono non poteva essere dimenticato dai discepoli di Cristo e venne già trasformato in luogo di culto nei primi secoli. Così nel V sec. d.C. venne costruita una basilica descrittaci nel 570 dai pellegrini Anonimo di Piacenza ed Arculfo. Questo edificio certamente era già molto deteriorato quando nel XI sec. i latini vi si insediarono; così ricostruirono una chiesa in stile romanico. Purtroppo questo prezioso monumento venne raso al suolo nel 1263 ad esclusione della grotta santa che rimase ad alimentare la pietà dei cristiani locali. Solo nel 1620 i frati minori furono posti a difesa del luogo santo. Gli scavi archeologici più significativi furono apportati da P. Bellarmino Bagatti dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme nel 1955 e riportarono alla luce la pianta della chiesa bizantina con frammenti di mosaico della navata centrale ed i pavimenti musivi della navata di sinistra. Sotto i mosaici bizantini è stata ritrovata una vasca battesimale risalente al III sec. d.C. Tra tutti i ritrovamenti dei più 80 pezzi di un edificio giudeo-cristiano, il più significativo è l’iscrizione su intonaco dell’invocazione “Ave Maria” in lingua greca, che era posta a ricordo del luogo santo di Maria. Riguardo alla grotta santa è facile dedurre che anch’essa fosse all’origine posta sotto il retro della casa della Vergine e sarebbe servita come magazzino od ostello per gli animali. Si può dire “anch’essa”, perché dalle scoperte archeologiche fatte nel Vicino Oriente antico e dagli studi etno-archeologici dello sviluppo della casa, si ritiene con sufficiente probabilità che la tipologia della casa rurale erodiana doveva comporsi di un cortile, con il tipico forno, e di un ambiente riparato dove si viveva nei giorni di pioggia (mastaba) con cavità nel muro per le giare d’acqua. All’interno abbiamo dunque una sola stanza adibita a magazzino (se casa contadina) o a stalla (se pastorizia), solitamente naturale come una grotta ed un piano superiore a cui si accede con dei gradini che serviva per la vita dell’uomo (appunto la mastaba). Purtroppo sono rari i ritrovamenti dei piani superiori, perché logorati dagli agenti atmosferici o abbattuti per altre costruzioni; così anche a Nazareth sono state ritrovate numerose grotte intorno a quella santa, adibite a cisterne per l’acqua o come detto sopra ad uso domestico. Qui, nella semplicità di un villaggio rurale, è stato pronunciato quel “fiat” di una giovane fanciulla che ha cambiato la storia degli uomini: allora, come ricorderemo anche in altre occasioni, per noi diviene fondamentale contemplare nella concretezza storica degli eventi quel Mistero che fonda la nostra fede e l’arricchisce di speranza e di fiducia. Toccare con mano e visivamente che il Vangelo non è pura fantasia e nello stesso tempo non ci deve portare a atteggiamenti feticistici riguardo al metro in più o in meno, ma ci commuove ed allo stesso tempo ci dona il giusto slancio di una testimonianza basata sulla fede e sulla ragione di dati storici ed archeologici.
Maria, donna di Nazareth illumini la nostra fede e la rafforzi sulle orme del Figlio suo Gesù.

Jerusalem 13-01-2001

don Gabriele.



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