9Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. 10E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. 11E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Nel vangelo si legge della presenza di una colomba che si posa sul capo di Gesù dopo il battesimo. L’immagine della colomba cui viene paragonato «lo Spirito di Dio» è suggestiva e nello stesso tempo enigmatica. Nella tradizione dei Targumin (traduzioni e parafrasi in lingua aramaica del testo ebraico) era l’immagine privilegiata per designare il popolo d’Israele, «colomba unica» e lo Spirito Santo di Dio (TgCt* 2,12). Se dell’immagine cogliamo il suo movimento, può far pensare, da un lato, allo Spirito che si libra sulle acque della creazione (Gen 1,2), per cui il battesimo di Gesù dischiude un mondo nuovo, una sorta di nuova creazione; dall’altro allo «spirito-vento» che apriva le acque del mare dei Giunchi (Es 14), per cui Gesù diventa egli stesso la strada dove le orme di Dio diventano visibili e al tempo stesso il conduttore dello Spirito (Is 63,14).

Nel libro dei dodici profeti minori si parla di un certo Giona, Yônâ termine che in ebraico significa colomba. Egli è mandato a Ninive per annunciare il giudizio di Dio. Dopo un tentativo di fuga vi andrà, predicherà e come conseguenza gli abitanti della città si convertiranno e otterranno da Dio la salvezza. Le prime parole di Gesù saranno: «Convertitevi e credete al Vangelo».

Se allarghiamo l’orizzonte al Vicino Oriente Antico la colomba era l’uccello sacro agli dèi dell’amore, con tutte le armoniche di bellezza, tenerezza e fedeltà (Ct 1,15), libertà (Sal 55,7), nonché messaggero di pace (Gen 8,11). Gesù incarnerà tutto questo nella sua vita.

*TgCt = Targum del Cantico dei Cantici.

COMMENTA