Sorgi Jhwh!

La seconda parte si apre con un grido: «Sorgi!». È quello dell’inizio della battaglia. Il vero comandante è Jhwh. Egli si desta dal suo apparente sonno, dalla sua silenziosa indifferenza ed emette davanti a tutti i popoli il suo inappellabile verdetto (vv. 7-14).

Il Signore siede, come re, in trono ed è circondato dal suo consiglio, composto di tutti gli esseri della terra e del cielo. Svolge un duplice compito: positivo e negativo.

Difende il giusto e salva coloro che sono retti di cuore. Per questo giudice divino non esistono piccole causa ma le più piccole violazioni della giustizia lo coinvolgono intensamente. L’intervento negativo è rivolto contro gli ingiusti che vengono arginati nella loro malizia (v. 10). Questo è reso possibile perché Dio, a differenza del giudice umano, possiede una qualità propria: quella di scrutare la mente e il cuore. Letteralmente scrutare «cuore e reni». Il cuore è la sede della coscienza, dell’intelligenza, mentre i reni sono la sede dell’inconscio, dei sentimenti e delle passioni. Lo sguardo di divino penetra nell’intimità più recondite dell’uomo.

Una qualifica divina per tutte è citata dal salmo: «Dio è giudice giusto» (v. 12). È una delle costanti del volto biblico di Dio. Essa fonda la speranza di tutte le vittime del potere: il povero, la vedova, l’orfano e il forestiero. San Giovanni Crisostomo acutamente osserva.

«Dio non è magnificato a causa della morte dei nemici, ma a causa della giustizia restaurata e questa è la sua unica meta e la sua vera passione».

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