Schermata 2016-01-16 alle 21.03.07Il primo giorno è caratterizzato dal dire di Dio: «E Dio disse» (wayyōʾmer ʾĕlōhîm). La forma verbale ebraica 1 esprime azione puntuale e unica nel passato. Il senso qui è pregnante, vale a dire una parola divina di comando che viene ad esprime l’indicibile: chiama all’esistenza quello che dice 2. Lungo tutta la Bibbia la parola di Dio è caratterizzata dalla capacità creativa e dall’efficacia, realizza ciò che dice, due qualità che in Gen 1,3 risplendono 3.

Le prime parole di Dio sono una proposizione molto semplice formata da una forma verbale iussiva e da un nome: «Sia la luce» (yehî ʾôr). Alla facilità del comando corrisponde la facilità dell’esecuzione: «E la luce fu» (wayehî-ʾôr). L’eco esatto del comando enfatizza la piena realizzazione del parola divina. Parola chiave del primo giorno è la «luce» ʾôr ripetuta in Gen 1,3-5 cinque volte. È la prima opera creata e manifesta la capacità operativa di Dio, senza la quale vi sarebbero solo tenebra e caos (cf. v. 2) 4. In quanto creata la luce non è divina, contro le cosmogonie mesopotamiche o egiziane (in cui la luce è divina come Reʿ o Ra) 5, nello stesso tempo però essa diventa metafora che indica la vita, la salvezza, gli stessi comandamenti e la presenza di Dio (Sal 56,14; Is 9,1; Pr 6,23; Es 10,23).

Perché la luce come primo elemento creato? Se teniamo presente che nel primo giorno, nel quarto e nel settimo sono presenti elementi con funzione regolatrice, il dato primaziale della luce va collegato all’importanza del «tempo». In Gn 1,3-4 viene creato il tempo e il ritmo ordinario di esso in giorno e notte. La sequenza ritmica regolare di giorno e notte è il fondamento di ogni “settimana” e di ogni “calendario”.

Per il narratore di Gn 1 fondamentale e fondante è il tempo e non lo spazio. Infatti la creazione non inizia con la separazione tra cielo e terra (lo spazio), ma tra luce e tenebra che avvia il tempo ritmato in giorno e notte.

  1. È un wayyiqtol narrativo
  2. Cf. Wenham, Genesis 1-15, 17-18.
  3. Cf. GLAT, I, 726; Westermann, Genesis 1-11, 110–112.
  4. Cf. Stadelmann, The Hebrew Conception of the World, 49; GLAT, I, 315-358, specialmente 334-335.
  5. Reʿ o Ra è il dio sole di Eliopoli. Egli sorge dalle acque primordiali di Nun ed è portato tra le corna della vacca celeste, la dea Mehetueret. Cf. M. Tosi, Dizionario enciclopedico delle Divinità dell’Antico Egitto, vol. I-II, Torino 2004.

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