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L’otto dicembre, nel cuore dell’Avvento, si apre il giubileo della Misericordia. Questo periodo liturgico è caratterizzato da letture tratte dal libro del profeta Isaia, in particolare dai capitoli 40 – 54, dove il profeta si fa portavoce di un messaggio di consolazione per il popolo che rientra dall’esilio di Babilonia:

«Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribulazione è compiuta, la sua colpa è scontata» (Is 40,1-2).

Tra questi capitoli è di particolare interesse Is 54 perché il profeta descrive l’azione misericordiosa di Dio nei confronti di Gerusalemme con immagini originali e vivide. Vorrei proporne ai lettori alcune.

La donna sterile

Esulta, o sterile che non hai partorito, prorompi in grida di giubilo e di gioia, tu che non hai provato i dolori, perché più numerosi sono i figli dell’abbandonata che i figli della maritata, dice il Signore (v. 1).

Il profeta fa un invito pressatte alla donna sterile perché esulti, perché i figli che darà alla luce saranno più numerosi di quelli della donna maritata.

Allarga lo spazio della tua tenda, stendi i teli della tua dimora senza risparmio, allunga le cordicelle, rinforza i tuoi paletti, 3poiché ti allargherai a destra e a sinistra e la tua discendenza possederà le nazioni, popolerà le città un tempo deserte (v. 2).

Tu, Gerusalemme, vivi in una tenda, devi allargare lo spazio, stendi i teli della tua dimora senza risparmio, allunga le corde, fissa bene i paletti della tua tenda, perché ti espanderai a destra e a sinistra e la tua discendenza popolerà le città abbandonate.

La situazione di Gerusalemme era quella di una donna sterile, perché la città era stata abbandonata e la popolazione condotta in esilio. La città era rimasta devastata.

Ora, dopo l’esilio con la consolazione messa in atto da Dio, torna la popolazione ad occupare non solo Gerusalemme, ma tutte le città abbandonate. Gerusalemme diventa un centro la cui popolazione si spanderà tutto attorno.

Si compie di nuovo la promessa di una numerosa discendenza fatta ai patriarchi e ricordata al capitolo 51. Sara, come Gerusalemme, è rimasta a lungo sterile. Dio, però, l’ha visitata e le ha dato una numerosa discendenza. Gerusalemme conoscerà la stessa sorte felice.

Il profeta immagina l’azione misericordiosa di Dio come lo spuntare di molte tende nel deserto, tende piene di vita per il vociare di bambini/e che riempiono l’aria di allegria e positività.

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