Nella notte di Betlemme si è consumato uno scontro antichissimo come l’origine del mondo, quello tra la tenebra e la luce. I pastori sono avvolti dall’oscurità e d’improvviso, ricorda l’evangelista Luca, la tenebra è squarciata e «la gloria del Signore li avvolse di luce” (Lc 2,9a).

È un duello non nuovo nella Scrittura. Infatti nei primi versetti della Genesi leggiamo che la tenebra ricopriva l’abisso ed ecco all’improvviso c’è una parola di Dio, un ordine: «Sia la luce» (Gen 1,3). È come un fendente che taglia e separa facendo spazio alla luce. Dio contempla che la luce è cosa buona (Gen 1,4). È il primo atto di creazione, la prima parola delle dieci che, a partire dal caos, mettono ordine e separando creano il mondo.

In mezzo al mare dove, sulla parola divina, Mosè aveva guidato il popolo, c’è ancora uno scontro tra tenebra e luce. Tutto ci viene raccontato nel libro dell’Esodo al capitolo 14. Gli israeliti in fuga dalla schiavitù del faraone, re d’Egitto, sono inseguiti dal suo esercito. C’è tenebra non solo perché è notte, ma perché si sentono morsi dalla morte che è alle loro calcagna. Sul far del mattino, quando i primi raggi di luce fanno capolini rischiarando, ecco che d’improvviso la potenza di morte viene abbattuta e sommersa nel mare. Israele sperimenta la luce della salvezza e crede nel Signore e nel suo servo Mosè (Es 14,31). Il popolo è ri-creato da questo titanico scontro tra la tenebra, espressione della potere che schiavizza, e la luce del nuovo giorno che illumina la promessa di un terra di libertà, solidarietà e comunione reciproca. Tutti doni che il Dio liberato è pronto a dare.

Il profeta Isaia, al capitolo 9 dell’omonimo libro, promette al popolo, immerso nelle tenebre dell’esilio, che ci sarà il risplendere di una grande luce. Essa coinciderà con il dono di un figlio e l’inizio di un tempo nuovo, tempo in cui le armi saranno consegnate al fuoco.

Sullo sfondo di questi testi, l’evangelista Luca, ambientando la nascita di Gesù di notte, dove le tenebre sono squarciate dalle parole di luce dell’angelo ai pastori, fa della nascita del figlio primogenito di Maria un nuovo evento di creazione. Così il natale di Gesù è un atto di creazione di Dio che non solo inaugura un tempo nuovo, quello del compimento di tutte le promesse e di tutte le speranza, ma ri-crea un uomo nuovo in Gesù.

Noi credenti in Lui possiamo partecipare a questo dono.

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