Introduzione al Libro della Genesi – 02

0
271

Che cosa racconta il Libro della Genesi

Il Libro della Genesi assomiglia a un grande dittico con due parti simmetriche: Gen 1 – 11; Gen 12 – 50. Ogni tavola del dittico è suddivisa in cinque quadri e tale suddivisione è scandita dall’espressione ʾēlleh tôledôt: «queste sono le origini di»; «questa è la discendenza di»; «questa è la storia di». Il tutto acquista l’armonia di un mosaico narrativo suddiviso in dieci quadri1.

I primi cinque quadri descrivono le origini (o «genesi») del mondo e dell’umanità che lo deve abitare (Gen 1,1 – 11,26), mentre i cinque successivi presentano l’origine (o «genesi») del popolo ebraico che dovrà abitare un giorno la terra promessa (Gen 11,27 – 50,26).

Grafico riassuntivo

Gen 2,4a: «Queste sono le origini del cielo e della terra, quando vennero creati. Nel giorno in cui il Signore Dio fece la terra e il cielo»: benedizione della vita data dall’umanità (1,28), vertice della creazione, e alleanza di Dio con il creato e l’uomo attraverso il riposo (2,2-3). Gen 11,27: «Questa è la posterità (ʾēlleh tôledôt) di Terach», padre di Abramo con il quale Dio stabilisce un’alleanza (c. 17) rinnovandogli la benedizione della vita (nasce Isacco c. 21) e della terra (grotta di Macpela: 23,1-20).
Gen 5,1 «Questo è il libro delle genealogie (sēfer tôledôt) di Adamo» prima del diluvio. Gen 25,19: «Questa è la discendenza (ʾēlleh tôledôt) di Isacco»: Esaù e Giacobbe; quest’ultimo riceve la benedizione prima dal padre (28,1-9) e poi da Dio (35,9-13).
Gen 6,9: «Questa è la storia (ʾēlleh tôledôt) di Noè» che si conclude – dopo il diluvio – con la benedizione per tutta l’umanità con il segno dell’«arco sulle nubi» (9,1-7). Gen 25,19: «Questa è la discendenza (ʾēlleh tôledôt) di Isacco»: Esaù e Gioacobbe; quest’ultimo riceve la benedizione prima dal padre (28,1-9) e poi da Dio (35,9-13).
Gen 10,1: «Questa è la discendenza (ʾēlleh tôledôt) dei figli di Noè: Sem, Cam e Iafet» dai quali derivano i popoli della terra (70 Nazioni). Gen 36,9: «Questa è la discendenza (ʾēlleh tôledôt) di Esaù» con apertura alle tribù edomite.
Gen 11,10: «Questa è la discendenza (ʾēlleh tôledôt) di Sem», capostipite di semiti ai quali appartengono gli ebrei. Gen 37,2: «Questa è la discendenza (ʾēlleh tôledôt) di Giacobbe» padre di dodici figli (tra i quali Giuseppe) i cui discendenti raggiungeranno il numero di 70 persone (48,8-27; Es 1,5).

 

Costanti di fondo

Scorrendo la tabella si possono notare alcune costanti di fondo che possono essere vissute in modo diversa e quindi possono portare a risultati diversi.

  • La vita di ogni persona (cf. 1,28-30) e quella dei patriarchi (cf. 12,2-3; 26,24; 28,13-15) è benedetta da Dio ed è chiamata ad espandersi sulla terra mediante la generazione fisica (cf. cc. 5; 10; 11,10-26 e 27-32; 22,20-24; 25,1-6. 12-18; 35,22b-26; 36; 46,8-27).
  • All’umanità prima e ai capostipiti del popolo di Israele poi, il Signore affida un progetto di vita realizzando il quale ognuno potrà vivere felice: è la proposta di vivere la relazione con Dio accolto come Creatore e Signore, la relazione con gli altri riconoscendoli e accogliendoli nella loro diversità e alterità, la relazione con la terra da lavorare e custodire come un affittuario.
  • Quanto di queste relazioni risulta problematico se non impossibile nell’esperienza dell’umanità (cf. cc. 3; 4; 6-9; 11,1-9) appare possibile e realizzabile in quella dei patriarchi (cf. 12,1-9; 15; 17; 18,1-15; 22,1-19; 24; 28,10-22; 32,23-33; 40-41; 46-50) pur tra difficoltà di vario genere (cf. 12,10-20; 13; 14; 16; 18,16-19,38; 20; 22,1-19; 26; 27; 29-31; 33; 34; 37-45).
  • Dio, dall’insieme dei testi, emerge non solo come Creatore (ʾĔlōhîm) e Signore (Yhwh) ma soprattutto come «alleato fedele» che accompagna ogni persona (cc. 1 – 2; 9,1-17) e ogni membro del popolo (cc. 15; 17; ecc.) nel suo cammino storico soprattutto con il perdono, per permettergli di riprendere l’itinerario dopo la sosta causata dal rifiuto del suo progetto. Significativo che nella seconda parte del libro vi siano due storie di riconciliazione: tra Giacobbe ed Esaù (cf. c. 33) e tra Giuseppe e i suoi fratelli (cf. cc. 42 – 45).
  • Ciò che suscita la vita del mondo e dell’umanità (cc. 1 – 11) e ciò che avvia le persone sulla strada della fede (cc. 12 – 50) è sempre la Parola del Signore/Dio. In Gen 1,1ss la Parola sta all’origine del mondo e della vita che lo abita e si manifesta come «progetto shalom/felicità». Purtroppo questo progetto ha una battuta d’arresto perché l’uomo ascolta la «parola alternativa» del serpente (3,1 ss) e della violenza (4; 6-9). In 12,1ss la Parola di Dio chiama Abramo e lancia lui e i suoi discendenti sui sentieri della storia per attuare finalmente il «progetto shalom/felicità», progetto che si realizza in tappe diverse: alla promessa (patriarchi) segue la sua messa in discussione (schiavitù in Egitto) e, finalmente, la sua realizzazione (liberazione dall’Egitto).

L’insieme del cammino di vita dell’umanità e dell’avventura di fede dei patriarchi sfocia, infatti, in Es 1,1-7: la benedizione della vita, affidata all’umanità in Gen 1,18 e promessa ad Abramo e ai discendenti a partire da Gen 12,2-3, trova una prima realizzazione «nei figli d’Israele entrati in Egitto». Qui sono «visitati da Dio» (Gen 50,24-25) che li fa uscire dalla schiavitù (Es 1-15) e li guida verso la terra promessa (da Es 16 a Dt 34) in cui – fedeli al progetto del Signore (Dt 4,40) – potranno vivere felici.

È il cammino che Dio desidera far fare all’intera umanità «cacciata dal giardino» (cf. Gen 3,22-24), fedele al suo sogno/progetto di vederla felice (cf. Gen 1-2). Pertanto, per ogni persona, soprattutto per il credente, accostare il libro della Genesi significa «interrogare i tempi antichi» (Dt 4,32) per prendere coscienza non solo della propria realtà creaturale e delle conseguenze disastrose a cui porta la scelta del male (cc. 1-11), ma anche della possibilità di un ritorno a Dio «circondati da un così gran nugolo di testimoni» (Eb 12,1) come i patriarchi (cc. 12 – 50).

  1. Cf. J. Blenkinsopp, Il pentateuco. Introduzione ai primi cinque libri della Bibbia (Biblioteca biblica 21), Queriniana, Brescia 2002, 74-133; J.-L. Ska, Introduzione alla lettura del pentateuco. Chiavi per l’interpretazione dei primi cinque libri della Bibbia (Collana biblica), Dehoniane, Roma 1998, 31-38.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here