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Commento a Genesi

Eva madre dei viventi: Gen 3,20-21

In perfetto parallelismo con Gen 2,18-25, l’uomo dà il nome alla propria donna e ritorna il tema della nudità e dei vestiti. ²⁰ L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi. ²¹Il Signore Dio fece all’uomo e a sua moglie tuniche di pelli e li...

La sentenza sull’uomo e l’arida disarmonia del creato: Gen 3,17-19

¹⁷ All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato: “Non devi mangiarne”, maledetto il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. ¹⁸ Spine e cardi produrrà per te...

La sentenza sulla donna e la prospettiva di una madre soffocante: Gen 3,16

Con la maledizione sul serpente si dichiara che la bramosia è nemica di Dio e dell’umanità (cfr. Gen 3,15). Le sentenze sulla donna e sull’uomo, che seguono, evidenziano da parte di Yhwh Elohim quello che il serpente/bramosia è capace di generare in negativo: diffidenza, legami spezzati, dominio, inimicizia. Alla donna...

La sentenza sul serpente (Gen 3,14-15), un annuncio di speranza

Emersa la verità, Yhwh Elohim può rendere giustizia e lo fa partendo dal serpente, per passare poi alla donna e al terrestre. Ritorna l’ordine dei personaggi così come nel racconto della trasgressione sono stati messi in scena, anche questo è un modo di riportare la verità delle cose. L’uomo...

L’inchiesta. Gen 3,8-13

L’interpretazione tradizionale e moderna legge in questi versetti una sorta di «inchiesta» condotta da Yhwh Elohim. I personaggi compaiono in ordine inverso rispetto alla scena della trasgressione: uomo, donna e serpente1. Le stesse parole dell’uomo e della donna palesano il loro peccato, ciononostante la scena conserva una certa mitezza....

Un tragico risveglio: Gen 3,7

La prima conseguenza della trasgressione è la realizzazione della seconda promessa fatta dal serpente: «si apriranno i vostri occhi» (Gen 3,5). In effetti gli occhi della prima coppia si sono aperti ma non sul mondo divino bensì sulla loro nudità, cioè sul limite. C’è ironia nelle parole del narratore...